Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia

L' Uomo e la Macchina

[novembre 2007 versione sommaria 1.23; novembre 2010 versione sommaria 2.0]

Una introduzione - Alcune fonti del dibattito

CONVEGNI

Ad una prima stagione di approfondimenti disciplinari di elettronica, informazione automatica e filosofia (metodologia della scienza) seguono reti di dialogo tra tecnologi, epistemologi, ricercatori di Diritto, sociologi, con coinvolgimento infine di studiosi e pure militanti di responsabilita' istituzionale.
  • 1954-1966
  • 1967-1968
  • 1969- ........
  • I CONVEGNI 1967-1968

    Per una bruciante stagione (1967-1968) la informazione automatica viene accolta (e un filino sverginata, come direbbe il poeta) nell' ordine del giorno della cultura istituzionale italiana: al massimo livello; in impegnativi dibattiti di frontiera fra studiosi di "scienze umane" e tecnologi.

    Dialogo e approfondimento ben utile: nei confronti delle macchine convergevano (cosi' come convergono oggi) plurali e ambivalenti perplessita', resistenze, antagonismi di establishment:

    • religiosi, a proposito di quel modello critico di macchina che e' l' automa;
    • filosofici, con agitata contrapposizione fra "natura" e "tecnologia";
    • culturali, con disegno di controllo e governo degli strumenti di rappresentazione di massa - ed egemonia sui "segni" individuali e d' arte nel tempo della loro riproducibilita' tecnica;
    • ideologici, con scissione fra le cosi' dette due culture, e conseguente riduzione e vocazione di asservimento di quella tecnica a quella umanistica;
    • politici, per coloniale emarginazione di strategie sulle risorse dai lustri di ricostruzione postbellica, con consuetudine di una innovazione centrata sui processi e non sui prodotti (cronica di un sistema schiacciato fra concorrenze ad alto contenuto tecnologico e concorrenze a basso costo del lavoro) - ma pure per drammatico pregiudizio nei confronti del "computer del capitale": dissennatezze confutate con rigore dal designer hardware del primo calcolatore elettronico costruito in Italia, Giovanni Battista Gerace - dalla cui scomparsa, il 4 giugno 1987, quest' anno ricorre un ventennale si spera non clandestino;
    • [...]

    L' appuntamento inaugurale di quel dialogo e approfondimento fu

    • "L' Uomo e la Macchina" XXI Congresso Nazionale di Filosofia 22-25 aprile 1967 Pisa, Universita' [con due code commemorative ventennale e trentennale rispettivamente];

    Appuntamento eccezionale un Congresso di Filosofia inaugurato da un Magnifico Rettore matematico, e "regista" dagli anni '50 dell' accreditamento accademico-istituzionale della informatica, non solo in Pisa.

    Sono passati molti anni, ma ancora colpisce, nella prolusione di Alessandro Faedo {NOTA 0}, l' eco amara rilasciata dall' "affaire Olivetti", ma pure la rivendicazione di una luce mantenuta accesa: dalla straordinaria intimita' con cui la universita' pisana aveva sollecitato ed accolto la visione dell' antico allievo Enrico Fermi di creare in Italia un originario background informatico (la C.E.P.) ... al Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, fortemente voluto, con lungimirante convergenza di ricerca e servizi, da Faedo stesso (contro ogni consuetudine burocratica: generato in Universita' solo due anni prima, e svezzato nel C.N.R. quando assunse la presidenza di questo) ... in conclusione dei filosofici lavori il direttore Torrigiani accompagnera' gli "uomini" alle "macchine": nei magici laboratori di futuro del C.N.U.C.E.

    ... Il servizio Reti del C.N.U.C.E. sviluppera' negli anni successivi l' aggancio prima con Arpanet poi con l' internet; contribuira' all' appassionante armonizzazione delle reti della ricerca; assumera' il ccTLD "IT" (di cui il GARR stesso sara' il primo ufficio di registro) per delega IANA poi trasmessa allo Istituto per le applicazioni Telematiche I.A.T., ora Istituto di Informatica e Telematica I.I.T. ... {NOTA 1}

    Al congresso pisano ben valorizzato dai contributi da una vivacissima pattuglia di "tecnici" {NOTA 2} seguono in rapida successione (spesso con intreccio di protagonisti):

    • "L' automazione elettronica e le sue implicazioni scientifiche, tecniche, sociali" 16-19 ottobre 1967, Roma, Accademia Nazionale di Lincei {NOTA 3};
    • "Linguaggi nella societa' e nella tecnica" 14-17 ottobre 1968, Milano, Olivetti {NOTA 4};

    Insomma, fu inaugurata in quella stagione una prima demistificazione di concorrenti luoghi comuni "di costume e di dottrina" avverso "macchinazioni" ed "artifici" :-) {NOTA 5}.

    Molti attuali e persistenti fraintendimenti testimoniano che forse, come gli Atti, pure la passione e lo stile di quel confronto leale e spregiudicato, siano oggi "fuori edizione" ...

    Oggi che ce ne sarebbe piu' bisogno, di confronto leale e spregiudicato: nel tempo della planetaria interconnessione di interfaccie a misura sempre piu' personale (e mobile).

    Oggi che diventiamo soggetti ma al tempo stesso terminali di comunicazione, sono in campo, in fatti e in teoria, propensioni ad intercettare filtrare "governare" e in somma ad innalzare le soglie d' accesso alla informazione - non solo automatica (grosso modo il contrario esatto di cio' che converrebbe all' esercizio e allo statuto, e all' onore, delle istituzioni rappresentative dei cittadini).

    E pure risorgono oggi, a riflesso (condizionato) dell' impietoso "specchio" del mondo [Cerf, Vinton Gray] che l' internet filiforme ed etereo ci restituisce virtualmente, patetiche iconoclastie [approfondimenti in costruzione].

    Per cui si aggiunge un qualche motivo di cronaca ad una commemorazione di per se' opportuna: forse non sarebbe inutile pensare a

    • L' uomo e la macchina
    • 40 anni dopo: gli uomini e le macchine

    LIBRI

    Le problematiche profonde e di orizzonte ("L' uomo e la macchina") vengono intercettate non solo in Convegni e Atti di nicchia ma pure in una piu' larga produzione editoriale. In particolare viene divulgata la letteratura fondamentale sulla risoluzione automatica dei problemi computabili e sulla cibernetica, con successivi approfondimenti originali progressivamente centrati sulla condizione di innovazione~risorse in Italia, e sulle relative connessioni lato giuridico e politico.
  • Filosofia della scienza
  • Cibernetica
  • Intelligenza artificiale
  • Robotica
  • Robotica antologie
  • Economia della informazione automatica
  • Sociologia della informazione automatica
  • Innovazione, risorse, informazione automatica: sistema, geopolitica
  • Informazione automatica: strategie politiche, responsabilita' e diritti civili
  • Informatica automatica, Reti d' infomazione, Diritto
  • ROBOTICA - ANTOLOGIE

    • "La filosofia va fatta scientificamente e la scienza filosoficamente" [Rudolf Carnap]
    • "Il fatto che, nella scienza naturale, lo scopo possa venir raggiunto dopo un numero finito di passi risveglia la speranza che da questo punto possa scaturire una nuova, piu' ampia forma di pensiero che nel nostro tempo puo' essere, in realta', piu' presentita che descritta" [Werner Heisenberg]

    La citazione di Carnap, cara a Vittorio Somenzi, illumina il suo impegno costante ad innervare i filoni della informazione automatica nella cultura locale: il promotore medesimo del convegno pisano del 1967 aveva appena (1965) divulgato i "classici" del dibattito internazionale nel primo e citatissimo rapporto italiano su "La filosofia degli automi" {Nota 6}.

    L' allusione di Heisenberg puo' forse introdurre la straordinaria tensione di contributi antropologici e sociologici su "La robotica" selezionati da Marvin Minky nel 1985, ma densi di attualita': fra essi citiamo il saggio in cui Heppenheimer ricostruisce una vocazione ancestrale - "L' uomo fatto dall' uomo" {Nota 7}.

    Informazione automatica: strategie politiche, responsabilita' e diritti civili

    • "Fino a pochi anni or sono, non era l' essere una risorsa il principale attributo assegnato all' informazione. La cibernetica, ad esempio, considera l' informazione come il "veicolo" del controllo negli animali e nelle macchine, e sottolinea queste funzioni "nel" governo dei sistemi dinamici e, in particolare, dei processi biologici. La caratteristica di risorsa, invece, presupponendo l' uso dell' informazione per essere trasformata, implica l' impiego dell' informazione elaborata "per" governare i sistemi svolgendo una funzione volta a definire i "modi" del loro controllo ... Molto si e' discusso nell' ultimo decennio sul rapporto fra informatica e societa' tanto che puo' dirsi sia nata una vera e propria sociologia dell' informatica" [G.B. Gerace INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, Critica marxista, n. 6, 1981]
    • "Ma allora, se entriamo nei problemi, ci si accorge per prima cosa che in Italia, ma non solo in Italia, si e' preferito investire di piu' nell' innovazione di processo che in quella di prodotto. Si e' preferito cioe' innovare cose vecchie, importando tecnologie straniere, che fare cose nuove rischiando di sbagliare [...] Bisogna promuovere, da un lato, una politica che rilanci l' innovazione di prodotto e, dall' altro, una che sviluppi quei settori strategici della economia (dalla informatica alla microelettronica, dalle tecnologie energetiche alle biotecnologie) che per miopia e per subalternita' agli interessi di altri paesi la classe dirigente italiana ha impedito si sviluppassero adeguatamente. Si ricordi ad esempio la liquidazione fisica di Enrico Mattei e del primo laboratorio Olivetti, nonche' quella morale di Felice Ippolito." [G.B. Gerace L' ONDA LUNGA DELLA RISTRUTTURAZIONE, 9 luglio 1982, Rinascita]
    • Ma e' possibile appagarsi di questa rappresentazione, e ritenere che l' intero problema si risolva apprestando nuovi strumenti di difesa nelle mani del singolo ? E, se pure cosi' fosse, quale forma mai dovra' assumere questo nuovo Bill of Rights ?" [Stefano Rodota' L' ELABORATOPE E LETTRONICO E IL CITTADINO, Novembre 1972, IRSTA - Istituto di Ricerche sullo Stato e l' Amministrazione, ciclostilato, pgg. 12-13]

    RIVISTE

  • Civilta' delle Macchine
  • Nuova Civilta' delle Macchine
  • Note

    {NOTA 0}
    • "L' avvento dei calcolatori elettronici, di cui a Pisa ci occupiamo ormai da tre lustri, ha scosso questo mio modo di vedere; non tanto per la rapidita' prodigiosa del loro operare (fenomeno fisico di cui non mi stupisco, avendo gia' accettata la velocita' della luce) quanto per i mutamenti che la loro utilizzazione portava al mio modo di pensare matematico
    • [.] Nel tentativo di di inquadrare questo nuovo modo di operare matematico ho sentito vivo il desiderio che le barriere del linguaggio cadano o almeno si attenuino, in modo da poter stabilire un colloquio con il filosofo
    • [] Infatti qui a Pisa e' stata inaugurata la C.E.P. (Calcolatrice Elettronica Pisana), realizzata dal C.S.C.E. [Centro Studi Calcolatrici Elettroniche, NDR] del C.N.R. presso l' Universita' di Pisa; tale continua la ricerca in questo campo, che abbraccia la logica e la tecnica dei calcolatori elettronici, tenendo accesa una fiaccola tanto piu' significativa oggi che l' industria italiana ha dovuto praticamente cedere il campo di fronte ai colossi internazionali.
    • Abbiamo ancora a Pisa il gruppo di Cibernetica del C.N.R., che lavora nel campo della biofisica, in stretto collegamento del Centro Nazionale di Elettrofisiologia del C.N.R. presso la Universita' di Pisa.
    • Abbiamo ancora il Centro per l' Automatica ed infine il C.N.U.C.E. che dispone del piu' potente sistema di elaborazione dei dati esistente in Italia, il 7090 IBM messo a disposizione di tutte le Universita' italiane dalla Soc. IBM Italia."
    • [.] Formulo infine per tutti i congressisti l' augurio di un fecondo lavoro e di un sereno soggiorno a Pisa, citta' universitaria, che nonostante il rombar delle macchine che circolano per le strade o lavorano per sanare le ferite dei suoi Lungarni, si considera ancora una citta' del silenzio

    Alessandro Faedo

    • Inaugurazione del XXI Congresso Nazionale di Filosofia in
    • ATTI, Edizioni di Filosofia - Torino, 1967
    • Vol. III, pgg. 12-13

    {NOTA 1}

    • Per una storia dell' internetworking italiano fonti
    • Per una storia dell' internetworking italiano sommario

    {NOTA 2}

    • "Dal 22 al 25 aprile 1967 si svolge a Pisa il 21 Congresso Nazionale di Filosofia, dedicato dalla Societa' Filosofica Italiana al tema "L' uomo e la macchina".
    • Alla relazione introduttiva di Augusto Guzzo segue una relazione specifica di Vittorio Somenzi, nella quale vengono indicati in particolare i problemi filosofici posti dall' avvento dei calcolatori elettronici.
    • Viene fatto riferimento all' interpretazione data da McCulloch e Pitts al concetto di macchina di Turing, secondo la quale questa puo' svolgere qualunque tipo di operazione mentale umana, perche' queste operazioni siano descrivibili univocamente con un numero finito di parole.
    • Ne segue l' assimilazione del cervello umano a una macchina di Turing, con le conseguenti discussioni intorno alla possibilita' che un automa ideale o reale pensi, e che il cervello appunto pensi in quanto concretizzabilita' naturale di un automa del genere.
    • Viene discussa la possibilita' che il teorema di Godel escluda a priori per sempre la realizzazione di una macchina pensante e che il gioco della imitazione di Turing non basti a tradurre in termini di macchina tutte le potenzialita' del pensiero umano.
    • Intervengono nella discussione Ugo Spirito, Guido Calogero, Enzo Paci, Franco Lombardi, Andrea Vasa e lo stesso Augusto Guzzo.
    • Questi interventi costituiscono la base di partenza delle numerose comunicazioni presentate durante il congresso e delle ulteriori discussioni svoltesi presso la Scuola Normale Superiore e la Domus Galileiana, dopo un visita agli impianti del Centro Universitario Calcolatori Elettronici [sic ... da intendersi: Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico CNUCE, NdR].
    • Di particolare interesse per gli sviluppi concettuali e applicativi dell' informatica risultano gli interventi di Alessandro Faedo, Giovanni Polvani, Beniamino Segre, Emilio Gagliardo, Antonio Borsellino, Marcello Conversi, Alfonso Caracciolo di Forino, Roberto Vacca, Louis O. Kattsoff, Guido Torrigiani, Roberto Busa, Aldo Duro, John Tucker, Mauro Nasti, Carlo Cellucci, Evandro Agazzi, Alfredo Serrai."

    Vittorio Somenzi

    • CIBERNETICA, INFORMATICA E FILOSOFIA DELLA SCIENZA in
    • "LA CULTURA INFORMATICA IN ITALIA Riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970"
    • Fondazione Adriano Olivetti ed. Bollati Boringhieri - Torino, 1993
    • pgg. 178-179

    {NOTA 3}

    • "L' iniziativa dell' Accademia dei Lincei dette all' informatica quella legittimazione culturale che fino ad allora era stata messa in dubbio.
    • L' Accademia aveva iniziato da anni la promozione di convegni sui principali temi culturali emergenti quando, per suggerimento del socio Marcello Conversi, venne deciso un convegno sull' "Automazione elettronica e le sue implicazioni scientifiche, tecniche e sociali".
    • Il convegno fu preparato da un comitato coordinatore dsi cui facevano parte, fra gli altri, de Finetti e Conversi e riguardo' tutti i possibili aspetti dell' informatica: storia del calcolo elettronico, applicazioni scientifiche e industriali, informatizzazione della pubblica amministrazione, implicazioni filosofiche, economiche, psicologiche e sociali.
    • Alle relazioni segui' un dibattito tra scienziati e filosofi in cui vennero messe in luce le molte perplessita' sulle conseguenze sociali e morali dell' utilizzazione degli elaboratori che si cerco' di attenuare con ampie rassicurazioni.
    • La discussione tra scienziati e filosofi si concluse con un "trattato di pace" tra le due culture in Italia troppo spesso contrastanti e contrapposte."

    Anna Cuzzer

    • LA DIFFUSIONE DELL' INFORMATICA IN ITALIA in
    • "LA CULTURA INFORMATICA IN ITALIA Riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970"
    • Fondazione Adriano Olivetti ed. Bollati Boringhieri - Torino, 1993
    • pag. 33

    {NOTA 4}

    • "Normalmente le teorie scientifiche sono formulate, insegnate e usate in maniera intuitiva.
    • Si insegna, e' vero, che le teorie assiomatiche e i metodi formali esistono e che potrebbero essere adoperati per sistemare le cose in una forma veramente rigorosa, ma -si aggiunge- questa forma e' troppo pesante, troppo poco immaginativa per essere di uso pratico.
    • L' approccio intuitivo e' certamente piu' appropriato per gli uomini e puo' anche funzionare bene nelle mani di scienziati altamente qualificati.
    • Ma anche per essi accade spesso di non sapere poi bene di cosa si stia parlando. In ogni caso non e' piu' possibile basarsi del tutto sull' intuizione o su abitudini di pensiero non sistematico, se si vuole fare un uso completo della potenza di calcolo degli elaboratori elettronici che richiedono, per la loro stessa natura, una specificazione rigorosa di quanto essi debbano fare.
    • Fortunatamente tali macchine sono molto meno sensibili di quanto lo siamo noi al peso dei calcoli e dimostrazioni formali lunghe e dettagliate, anche se, essi pure, hanno i loro limiti.
    • Le scienze del calcolo e dell' informazione sono spesso considerate come "applicative", e percio' non rigorose.
    • Benche' esse non dovrebbero mai perdere l' onorevole qualifica di essere applicative, la conclusione, di non essere rigorose, e' falsa.
    • In effetti e' vero il contrario e cio' per il semplice motivo che vi e' una profonda connessione fra pensiero rigoroso e procedimenti meccanici o formali.
    • Dopotutto, macchine calcolatrici e procedimenti meccanici sono stati inventati dai logici proprio come strumenti base per poter investigare le forme rigorose di pensiero, molto prima che noi riuscissimo a costruirle effettivamente.
    • Molto e' stato fatto, ma molto resta ancora da fare soprattutto per quel che riguarda gli studi rigorosi degli aspetti semantici e pragmatici dei linguaggi per calcolatori, essendo cio' di particolare interesse per ogni scienziato, sia pue se per diversi motivi e tanto se il suo indirizzo sia pratico oppure teorico."

    Alfonso Caracciolo di Forino

    • I LINGUAGGI SPECIALI DI PROGRAMMAZIONE COME STRUMENTI AVANZATI DI PENSIERO in
    • "LINGUAGGI NELLA SOCIETA' E NELLA TECNICA"
    • Edizioni di Comunita' - Milano, 1970
    • pgg. 401-402

    {NOTA 5}

    I congressi scientifici sono per definizione noiosi, i loro archivi figuriamoci ... Rilassiamoci con la Treccani :-)

    macchinazione s.f. [dal lat. machinatio -onis]

    1. Il fatto di macchinare, attivita' in cui si ordiscono inganni, intrighi, tranelli o si preparano nascostamente situazioni artificiose a danno d' altri: sventare le macchinazioni degli avversari politici .

    2. ant.Tecnica della progettazione e costruzione delle macchine; congegno meccanico; strumento di guerra.

    artificio (o artifizio) s.m. [dal lat. artificium, der. di artifex]

    1.a. Uso dell' arte per ottenere fini determinati, quindi abilita', maestria nell' operare: bassorilievo scolpito con artificio mirabile.

    1.b. Espediente trovato con arte per raggiungere un migliore effetto, per creare un' illusione, per far apparire piu' bella una cosa: artifici scenici; adornare con varii artifici; la bellezza e' tutta un artificio; servirsi dei piu' abili artifici; o affettazione, ricercatezza: gli artifici dell' oratoria.

    2. In matematica, artifici di calcolo, ogni operazione che, senza alterare una data espressione (per es., un' equazione) e applicando le usuali operazioni di calcolo, la trasformi per renderla piu' semplice e maneggevole, onde facilitare la soluzione di un dato problema.

    3. Congegno, ordigno e sim.: artifici di guerra, materiali pirici accessori destinati ad accendere le cariche di lancio delle artiglierie o a scopi sussidiari speciali come per illuminare, incendiare, ecc. In marina, qualsiasi preparato di materie infiammabili adoperato per scopi pacifici (segnali) o bellici (inneschi, spolette, ecc.).

    4. Fuochi d' artificio, o artificiali: particolari ordigni (razzi, girandole, bengale, mortaretti, ecc.) che vengono fatti esplodere a terra o in aria in rapida successione per ricavarne figurazioni luminose (per es., fontane, cascate, ecc.) in occasione di pubblici festeggiamenti (sagre paesane, feste religiose, ecc.); anche, gli spettacoli in cui vengono fatti esplodere tali ordigni.

    {NOTA 6}

    L' enorme incremento quantitativo verificatosi negli ultimi tempi, in particolare in Italia, nelle applicazioni dell' informatica e dell' automazione ai piu' svariati campi di attivita', dall' istruzione all' industria, rende attuale l' esigenza di un confronto qualitattivo con le aspirazioni degli iniziatori di queste ricerche, che negli anni intorno alla seconda guerra mondiale diedero luogo alla formazione della teoria matematica delle comunicazioni o teoria della informazione, della teoria degli automi (in particolare della teoria dei calcolatori elettronici), della cibernetica e della bionica.

    Poiche' gia' nella prima edizione da tempo esaurita di questa antologia (1965), comparivano i nomi dei principali protagonisti di questi sviluppi - da Shannon a Wiener, da Turing a Von Neumann - abbiamo ritenuto opportuno ripubblicare a distanza di oltre vent' anni alcuni tra i loro scritti piu' significativi, quelli ai quali piu' spesso viene fatto riferimento nelle discussioni scientifiche e filosofiche suscitate dal loro aspetto innovativo e ampiamente interdisciplinare.

    A tali scritti vengono affiancati altri testi che permettono il confronto tra i programmi di ricerca della cibernetica classica e quelli proposti, a partire dalla meta' degli anni cinquanta, dai fondatori della "intelligenza artificiale".

    Questi nuovi testi possono venire considerati come la prosecuzione, da un diverso punto di vista, dell' analisi comparata dei sistemi naturali e artificiali di elaborazione della informazione.

    Vittorio Somenzi

    • LA FILOSOFIA DEGLI AUTOMI Prefazione
    • Bollati Boringhieri Torino, 1986-1994
    • pag. 9

    {NOTA 7}

    Alla meta' degli anni ottanta, mentre robot e intelligenza artificiale hanno trovato i loro usi in nicchie specializzate, non si puo' dire che abbiano influito sul nostro mondo in una misura comparabile a quella del loro genitore, il computer.

    Eppure, pur con la loro influenza limitata, essi ci hanno gia' dato qualcosa di inestimabile.

    Attraverso queste scienze, noi stiamo osservando una macchina che e' simile all' uomo, e possiamo vedere noi stessi piu' chiaramente di quanto non abbiamo mai potuto fare prima.

    T. A. Heppenheimer

    • L' UOMO FATTO DALL' UOMO in
    • LA ROBOTICA
    • Longanesi Milano, 1987
    • pag. 68

    Fonti

    L' Uomo e la Macchina

    1952-1957 L' Uomo e la Macchina ... 15 anni prima ... 10 anni prima ...

    Bruno De Finetti

    L' uomo e la macchina 15 anni prima ...
  • Tecnica ed Organizzazione
  • Numeri 2-3 1952
  • L' uomo e la macchina 10 anni prima ...
  • Problemi Umani - societa' e lavoro
  • Anno II N. 4 Agosto 1957
  • 1967 L' Uomo e la Macchina

    Societa' Filosofica Italiana Congresso Nazionale Pisa 22-25 Aprile 1967

    1987-1997 L' uomo e la Macchina ... 20 anni dopo ... 30 anni dopo

    ...L' uomo e la macchina 20 anni dopo
  • Nuova Civilta' delle Macchine
  • 29-31 Ottobre 1987
  • Frontespizio
  • Tavola Rotonda Intro Francesco Barone
  • .
  • ...L' uomo e la macchina 30 anni dopo
  • Societa' Filosofica Italiana
  • 24-26 Ottobre 1997
  • Frontespizio
  • Indice - 1/2
  • Indice - 2/2
  • 2007 L' uomo e la Macchina ... 40 anni dopo : gli uomini e le macchine

    Laudatio

    Giuseppe Attardi, per la Laurea Honoris Causa ad Alan Curtis Kay , Pisa 15 Giugno 2007

    • Nel giugno 1975, in questa stessa Aula Magna, Alan Kay presentò in anteprima mondiale un filmato in cui illustrava le ricerche che stava svolgendo presso lo Xerox Palo Alto Research Center (PARC).
    • L'occasione era un convegno organizzato dall'Istituto di Elaborazione dell'Informazione del CNR, diretto da Gianfranco Capriz, per celebrare 20 anni di informatica a Pisa, sviluppatasi a partire dalla realizzazione della CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana).
    • Era già insolito che ad un convegno venisse proiettato un filmato, piuttosto che svolgere una presentazione orale, ma ancora più straordinario era il contenuto del filmato, che mostrava dei giovani ragazzini mentre utilizzavano uno strano computer e uno strano linguaggio di programmazione, chiamato Smalltalk, per applicazioni creative quali il disegno, la composizione grafica di testi, la creazione di cartoni animati, la composizione musicale.
    • L'articolo che Alan Kay presentò al convegno, intitolato "Personal Computing", costituisce un documento di eccezionale valore storico, in quanto contiene la prima presentazione al pubblico del concetto di personal computer, destinato a produrre una vera rivoluzione nell'informatica e nel mondo.
    • Per questo abbiamo deciso in questa occasione di restaurare e ristampare quell'articolo, corredato da un commento dello stesso Alan Kay che descrive il contesto in cui fu scritto. Ai tempi del convegno, nel 1975, i servizi di calcolo più evoluti erano forniti da sistemi time-sharing, una tecnica che permetteva a più persone contemporaneamente di condividere un unico calcolatore, accedendovi tramite telescriventi. In quell'epoca era difficile concepire di dedicare un intero computer a soddisfare le esigenze di una singola persona, addirittura per svolgere compiti così elementari come seguire i movimenti di un mouse o così complessi come presentare documenti in una accurata veste tipografica.
    • L'attitudine prevalente era che le macchine fossero veloci e le persone lente: pertanto il time-sharing era la soluzione adatta per servire molte persone lente con una sola macchina veloce. Erano le persone a doversi adattare alle esigenze delle macchine, imparando arcani linguaggi e complessi strumenti per sottomettere al computer compiti da svolgere.
    • Dopotutto il computer era una macchina concepita per il calcolo, non per l'interazione con l'uomo.
    • Occorreva straordinaria immaginazione e audacia per concepire il rovesciamento del rapporto. Fatto questo passo, ci si accorgeva che le macchine dell'epoca erano in realtà lente e inadeguate a sostenere i ritmi di trattamento delle informazioni di cui le persone sono capaci: paginate di testi ad alta risoluzione, con immagini e figure, audio, video e animazioni, ricerca e scorrimento veloci, scambio di informazioni e interazione via rete con altri in tempo reale.
    • Pertanto furono necessari interventi sostanziali sull'architettura dei computer, e lo sviluppo di nuove tecnologie, per la grafica, la rete, i media e i giochi (rivalutati in ottica pedagogica da Piaget). Ad esempio fu necessario progettare un modo speciale di trattare la memoria video attraverso l'operazione di BitBlt (bit block transfer). Il computer Alto fu il primo passo in questa direzione.
    • L'evoluzione iniziata con l'Alto è in corso ancora oggi, con la Central Processing Unit (CPU) affiancata da Graphical Processing Unit (GPU) in grado di generare complesse animazioni 3D in tempo reale, trattando 600 milioni di vertici al secondo e da Media and Communication Processor (MCP) per il trattamento di stream audio, video e la comunicazione ad alta velocità. Il personal computer si combina poi con le reti di comunicazione fisse e wireless dando vita a dispositivi mobili integrati (PDA e smartphones).
    • Il personal computer concepito da Alan Kay è infatti in quintessenza un dispositivo per esprimersi e comunicare. È uno strumento per amplificare le capacità cognitive delle persone, consentendo loro di esplorare, costruire, simulare sistemi, reperire e analizzare conoscenze, interagire con altre persone o con sistemi reattivi e adattativi.
    • Applicazioni come il Web, le comunicazioni personali (email) e di gruppo (blog, wiki e podCasting), la creazione di sapere comunitario (Wikipedia), oltre che i video giochi spettacolari, non sarebbero possibili senza il supporto e le innovazioni portate dai personal computer.
    • Strumenti di condivisione e di scambio come questi, che ormai fanno parte della vita quotidiana di quasi un miliardo di persone, costituiscono il contributo più sostanziale che la disciplina informatica abbia dato allo sviluppo della società contemporanea.
    • Secondo Alan Kay resta comunque ancora molto da fare da una parte nello sviluppo di sistemi adattativi, in grado di apprendere e adattarsi alle esigenze dei loro utilizzatori e dall'altra nel rendere accessibili queste tecnologie al resto dell'umanità.
    • Alan Kay a Pisa nel 1975 presentò una visione rivoluzionaria del computer, trasformato da strumento per applicazioni tecnico-scientifiche o commerciali a mezzo facile da usare persino dai bambini, per gli scopi più svariati, compresi quelli creativi e di svago.
    • Questo apriva affascinanti scenari sia per risolvere i problemi scientifici e tecnologici che poneva la realizzazione di un computer con le caratteristiche del Dynabook, sia per il potenziale impatto che la sua diffusione poteva avere sulla società.
    • È da ricondurre anche agli stimoli forniti di Alan Kay se alcuni ricercatori dell'Università di Pisa si dedicarono a perseguire queste tematiche di ricerca, partecipando agli sviluppi dei linguaggi a oggetti, delle interfacce grafiche, delle tecnologie di rete, delle architetture di elaboratori, della didattica al computer.
    • Alcuni degli aforismi di Alan Kay sono diventati leggendari e hanno ispirato moltissimi informatici:
      • The best way to predict the future is to invent it!
      • If you are really serious about software, you should build your own hardware.
    • Queste frasi andrebbero ricordate nelle occasioni in cui si riflette sugli straordinari sviluppi dell'informatica in questi decenni e si discute sulle sue prospettive.
    • Esse infatti esaltano una delle caratteristiche speciali dell'informatica, che offre la possibilità di inventare e realizzare modelli e mondi nuovi, non essendo limitata da vincoli fisici e materiali.
    • L'informatica non smetterà di stupire finché ci saranno persone ricche di immaginazione e desiderose di cimentarsi in sempre nuove sfide.
    • Oggi, in un mondo globalizzato in cui culture e civiltà diverse si confrontano e i problemi dello sviluppo sono diventati prorompenti, tre priorità emergono nettamente: educare, educare, educare.
    • Anche se può sembrare retorica, aumentare il livello di formazione della popolazioni è la premessa per affrontare altri immani problemi.
    • Ad esempio, riguardo a fenomeni correlati all'educazione, il demografo Emmanuel Todd ha formulato alcune congetture finora dimostratesi sperimentalmente valide:
      • 1. nei paesi dove il livello di istruzione è più elevato, il tasso di natalità diminuisce
      • 2. mai due stati democratici con alto grado di libertà e di cultura, sono entrati in guerra tra loro.
    • Per questo l'impegno di Alan Kay nel creare strumenti per apprendere, scoprire e condividere conoscenze oltrepassa un ambito strettamente scientifico e tecnologico e lo porta ancora una volta a proporci un sogno e una speranza: che persone illuminate dalla conoscenza possano formare comunità pacifiche in cui fioriscano ricchezza, scambi e sapere.
    • Alan Kay preconizza una formazione libera e aperta, che lasci spazio per diversi punti di vista, per evitare che si trasformi in un privilegio con la formazione di élite o di oligarchie.
    • Siamo pertanto lieti di onorare Alan Kay e di augurargli che il suo impegno verso i bambini di tutto il mondo e di tutte le età abbia successo.

    2007 L' uomo e la Macchina ... 40 anni dopo : gli uomini e le macchine

    Interfaccia verso la società della informazione

    Giovanni Degli Antoni, 17 gennaio 2007

    • Ormai tutti abbiamo avuto qualche contatto con la elettronica nella veste di informatica in ospedali, uffici pubblici, a casa, in fabbrica o nella ricerca. Sappiamo anche che i computer non di rado dialogano con apparati elettronici per ricevere e trasmettere dati da/a impianti e strumentazione. Sempre più spesso dialogano con altri computer e persone... come nel caso di Internet.
    • Tutto ciò comporta in tutte le situazioni una presenza umana che determina le azioni di questi computer e degli apparati elettronici. Questi non di rado racchiudono dei piccoli microcontrollori... altro non sono che microcomputer che dialogano solo con la elettronica dei sistemi a cui sono connessi... I microcontrollori a loro volta dialogano attraverso reti di trasmissione dati con computer che scambiano dati con altri computer...
    • Se astraessimo dalla esistenza del resto che fa parte della realtà.. tutto ciò sarebbe una descrizione parziale di tutto il nostro mondo.. Microcontrollori e computer hanno una modalità di operare per render possibile l'ottenimento dei risultati attesi. Questa modalità è pensata da progettisti. Si tratta dell'anima dei sistemi informatici.
    • E' del tutto immateriale... Così come è immateriale un ordinamento di oggetti. Questa anima si chiama software ed assume un valore concreto solo nella sua descrizione su opportuni supporti fisici.
    • Il software è descrizione con due facce: una è rivolta ai progettisti che lo hanno sviluppato. L'altra si rivolge a computer che debbono realizzare la modalità delle azioni dell'hardware previste dal software stesso.
    • Una parte del software è dedicata a rendere più intellegibile da parte umana le azioni dei sistemi informatici. Questa parte di software è importante: deve rendere possibile la consapevolezza di chi opera i computer rispetto ai compiti assegnati ai sistemi che si debbono governare.
    • Si tratta della interfaccia uomo computer. E' una parte solamente del software in sistemi informativi. Opera sui computer che accolgono la presenza umana: i posti di lavoro... distribuiti nei punti importanti dei sistemi informativi. In quei posti di lavoro l'uomo governa ed è governato dalla interfaccia uomo computer. Per le consuete ragioni di produttività... negli anni le interfacce sono state costantemente migliorate rendendole più agevoli e più semplici da acquisire. Nei sistemi informatici meno recenti invece le interfacce uomo macchina sono spesso scarsamente produttive per una molteplicità di ragioni.
    • Molti di noi hanno realizzato ciò osservando posti lavoro in aeroporti, in sportelli bancari, in ospedali... o nella pubblica amministrazione.. e nelle imprese. In non pochi casi il miglioramento di quelle interfacce può certamente migliorare la produttività della presenza umana... nel controllo ormai di quasi tutti i gesti nella società della informazione. Ciò comporterebbe un miglioramento nella evoluzione della società. I risparmi di tempo uomo ottenuti potranno essere indirizzati a una migliore qualità nell'operare o alla soluzione di altri problemi.. lasciando intatta la infrastruttra e le reti a cui le interfacce sono connesse...
    • In conclusione: migliorare la interfaccia uomo macchina migliora la produttività e la qualità di tutta la società della informazione.

    2007 L' uomo e la Macchina ... 40 anni dopo : gli uomini e le macchine

    Angelo Raffaele Meo, Conversazioni Dicembre 2006~Maggio 2007

    L' uomo e la Macchina : gli uomini e le macchine. Continua ...

    Gianfranco Capriz Conversazioni 2008-2009

    • In costruzione

    Fonti

    I convegni Lincei e Olivetti

    L' automazione elettronica
    e le sue implicazioni
    scientifiche, tecniche e sociali
  • Accademia Nazionale dei Lincei
  • 16-19 Ottobre 1967
  • Frontespizio
  • Indice - 1/3
  • Indice - 2/3
  • Indice - 3/3
  • Linguaggi
    nella societa'
    e nella tecnica
  • Fondazione Olivetti
  • 14-17 Ottobre 1968
  • Frontespizio
  • Indice - 1/3
  • Indice - 2/3
  • Indice - 3/3
  • Fonti

    Robotica - antologie

    La filosofia degli automi
    a cura di Somenzi e Cordeschi
  • Prima Edizione 1965
  • Edizione riveduta e ampliata 1986
  • Frontespizio
  • Indice - 1/1
  • La robotica
    a cura di Marvin Minsky
  • Edizione americana 1985
  • Edizione italiana 1987
  • Frontespizio
  • Indice - 1/1
  • Fonti

    Informazione automatica: strategie politiche, responsabilita' e diritti civili

    L' elaboratore elettronico e ilcittadino
    Stefano Rodota'
  • Novembre 1972
  • IRSTA
  • Frontespizio
  • Visione "Bill of Rights"
  • Le politiche dell' informatica
    Giovanni Battista Gerace
  • 1970-1987
  • Un rigore scomodo
  • Frontespizi
  • Indici
  • Ringraziamenti

    Un particolare ringraziamento a Beppe Attardi, Maria Bruna "Uma" Baldacci Gerace, Gianfranco Capriz, Gianni Degli Antoni, Angelo Raffaele Meo, Igino Zavatti coordinatore di Nuova Civilta' delle Macchine e organizzatore della Tavola Rotonda di militante commemorazione (1987).

    Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia

    Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia

    Fonti Automazione
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  • Fonti Informazione
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  • La CEP , l' ELEA , le reti ...
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