Geopolitica della Ricerca

Il ruolo dell'informatica del CNR nella "Società dell'Informazione"

Franco Denoth

Giugno 1997

Occorre un Comitato prevalentemente disciplinare per le strategie di ricerca in un settore in continua evoluzione, tra informatica, telecomunicazioni ed elettronica
  • Con la legge 8 luglio 1986, n. 360 e il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 settembre 1987, n. 408, vennero istituiti e regolamentati i Comitati nazionali a carattere interdisciplinare.
  • Fra questi il Comitato Nazionale per la Scienza e le Tecnologie dell'Informazione è quello che ha cercato di dare una risposta a esigenze scientifiche maturate nel corso di oltre trentacinque anni, da quando, cioè, nel 1961, l'allora Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (CSCE), nato nel 1955 presso l'Università di Pisa, passò nel CNR come organo afferente al Comitato per le Scienze Fisiche.
  • Da quella data molto tempo è trascorso e l'affascinante avventura scientifica, inizialmente mirata alla realizzazione del primo calcolatore elettronico (CEP) specificamente progettato per impieghi scientifici, si è dimostrata un'iniziativa dagli effetti e conseguenze assolutamente imprevisti per gli stessi promotori.
  • Fa eccezione il lungimirante pensiero di Fermi, che, in risposta a una lettera a lui inviata in data 26 agosto 1954 dall'allora Rettore dell'Università di Pisa Enrico Avanzi, scriveva testualmente:

  • "...L'idea di costruire in Pisa una macchina calcolatrice elettronica mi è sembrata di gran lunga la migliore. Essa costituirebbe un mezzo di ricerca di cui si avvantaggerebbero, in modo oggi quasi inestimabile, tutte le scienze e tutti gli indirizzi di ricerca..."
  • La parte che forse era sfuggita anche ad Enrico Fermi era quella concernente l'impatto che i mezzi informatici, e lo sviluppo culturale ad essi associato, avrebbe avuto nei confronti dell'intera società, coinvolgendo aspetti di lavoro, di rapporti sociali e di vita quotidiana in misura perfino superiore a quelli scientifici.
  • Questo effetto della "rivoluzione informatica" è oggi ben evidenziato nel cosiddetto "Rapporto Bangemann", preparato dai membri dello "High-Level Group of Information Society" per il Consiglio d'Europa, che recita testualmente:
  • "This revolution adds huge new capacities to human intelligence and ... changes the way we work together and the way we live together".
  • Fu grazie all'iniziativa partita nel 1955 ed al forte sostegno trovato poi nell'ambito del CNR, che Pisa fu per molti anni il portabandiera dell'informatica italiana.
  • Per far fronte alle crescenti richieste di calcolo, al primo nucleo costituito dal CSCE ­ che dal 1968 prese il nome di Istituto di Elaborazione dell'Informazione (IEI) del CNR ­ si aggiunse presto l'Istituto CNUCE, nato nel 1964 nell'ambito di una convenzione fra Università di Pisa e Soc. IBM-Italia e divenuto Istituto del CNR nel 1974.
  • Negli anni successivi le attività informatiche in ambito CNR si affermarono ulteriormente sia con la costituzione di nuovi Organi istituzionalmente dedicati a questo settore, sia attraverso la formazione di reparti di ricerca presso Organi ad indirizzo non tipicamente informatico, ma che, attraverso un confronto di conoscenze in campi culturalmente diversi, hanno potuto attivare consistenti sinergismi.
  • Le attività promosse dal CNR ebbero notevoli effetti anche nel settore universitario: nel 1969 venne istituito a Pisa il primo corso di laurea in Scienza dell'Informazione; la lezione inaugurale venne tenuta il 17 Novembre dal prof. Alessandro Faedo, Rettore dell'Università e più tardi Presidente del CNR.
  • L'esempio di Pisa sarà seguito da altre Università tra cui, già dall'anno successivo, le Università di Bari, Milano e Torino.

  • Ma le ricadute non sono limitate al mondo accademico: a partire dal 1975, si ebbe la creazione di centri scientifici e gruppi di ricerca di grandi aziende (IBM, Olivetti, Selenia, Tecsiel, Intex, S & M, Data Management) e di Consorzi operanti in stretta collaborazione con istituti scientifici del CNR.
  • L'imprevedibile portata di questa "avventura" fu però la causa di uno sviluppo dell'informatica nel Consiglio Nazionale delle Ricerche caratterizzato da dispersione e frazionato fra vari Comitati, in particolare in quello della Matematica, della Fisica e dell'Ingegneria.
  • È inevitabile che in queste condizioni l'informatica sia stata considerata da ciascun Comitato come collaterale, se non di servizio, alle discipline di propria competenza e che l'afferenza a Comitati diversi renda ancor oggi difficili le già precarie interazioni tra i diversi Istituti.
  • Sono queste alcune delle considerazioni che il prof. Giovan Battista Gerace, uno degli artefici della CEP, ebbe modo di esprimere al convegno "Informatica, Università e Ricerca", svoltosi a Roma nel dicembre 1984.
  • L'istituzione del Comitato Nazionale per la Scienza e le Tecnologie dell'Informazione, ha di fatto risolto soltanto parzialmente il problema; la stessa matrice culturale dei membri del Comitato (2 da ciascuno dei Comitati Nazionali per la Scienze Matematiche, per le Scienze Fisiche, per le Scienze d'Ingegneria ed Architettura e per le Scienze Economiche, 1 membro da ciascuno dei restanti 6 Comitati disciplinari) rende aleatoria la presenza di specifiche competenze. Il fenomeno risulta attenuato nell'attuale composizione del Comitato, che vede la presenza di 9 membri (includendo i due rappresentanti ministeriali) con cultura informatica: questo è un evento fortunato, ma del tutto accidentale.
  • Un'altra singolarità, non certo favorevole, è che il Comitato per la Scienza e le Tecnologie dell'Informazione, unico fra tutti i Comitati del CNR, è stato fino ad ora privo di organi afferenti.
  • Questo evento ha di fatto privato il Comitato di un braccio operativo, attraverso il quale attuare le strategie di ricerca e di coordinamento che venivano individuate.
  • Soltanto in tempi recenti il Consiglio di Presidenza ha approvato la costituzione del Centro di Studio per il Calcolo Intensivo e Scienze Molecolari (presso l'Università di Perugia) e dell'Istituto per le Applicazioni Telematiche.
  • A quest'ultimo organo, in particolare, viene demandato il ruolo di svolgere in modo permanente ricerca nel campo delle tecnologie dell'informazione e dei servizi telematici e di costituire un riferimento nazionale per quanto concerne lo sviluppo della Infrastruttura Informatica Scientifica del CNR. Il dotarsi di strumenti telematici è, infatti, elemento indispensabile per mantenere un colloquio scientifico a livelli internazionali competitivi.
  • Se la natura pervasiva dell'informatica ha reso naturale il suo uso stabile nell'attività di ricerca di altre discipline, questo non può e non deve contraddire il fatto che la scienza e l'ingegneria dell'informazione è altro.
  • In particolare l'informatica: esiste come scienza indipendentemente dal suo immediato uso strumentale; si sviluppa in ambiti di ricerca ben consolidati ed in continua espansione; è fonte di cultura e il suo autonomo sviluppo come scienza è anche il fondamento per una efficace interazione con altri campi del sapere.
  • I tempi sono quindi più che maturi per una ristrutturazione dell'attuale Comitato per la Scienza e le Tecnologie dell'Informazione.
  • Già il precedente Comitato si era così espresso nella relazione consuntiva sull'attività 88-94:
  • "Per la vastità e l'importanza che ha assunto il Settore dell'Informazione, le cui discipline afferiscono ora essenzialmente a differenti Comitati (Fisica, Ingegneria, Matematica e Chimica), si ritiene opportuno, ai fini di uno sviluppo organico, e per evitare dannose dispersioni tra ricercatori di differente formazione ed estrazione, ma operanti sulle stesse tematiche, che nel futuro il Comitato debba avere una connotazione disciplinare più omogenea e più rappresentativa della Comunità scientifica.
  • ... omissis ...

    Non v'è dubbio, tuttavia, che le applicazioni del settore dell'Informazione nelle diverse aree disciplinari sono senz'altro fondamentali per lo sviluppo industriale, economico e sociale del Paese. Pertanto il Comitato dovrebbe comprendere, in proporzione minoritaria, anche una componente eletta dall'Assemblea dei Comitati per soddisfare e coordinare le esigenze applicative del settore".

  • A distanza di sei anni il settore delle scienza dell'informazione si è ulteriormente evoluto, mettendo sempre di più in luce gli stretti legami fra informatica, telecomunicazioni ed elettronica: ciascuna delle aree vede le altre non solo come indispensabile supporto, ma anche come campo di proprie attività di ricerca.
  • Non un Comitato in senso tradizionale, quindi, ma un Comitato che, accanto ad una componente maggioritaria disciplinare, che tenga conto di quanto sopra esposto, abbia anche una componente nominata da altri Comitati che vedano nelle discipline dell'informazione un essenziale contributo e supporto per un moderno sviluppo della propria disciplina.
  • Questa interazione, come l'esperienza degli ultimi anni ha evidenziato, oltre che favorire la diffusione di una cultura informatica, costituisce una insostituibile occasione di sinergismi.
  • Viviamo un momento di incertezza rispetto a quello che sarà il futuro assetto degli enti di ricerca, ma nuovi organismi, quali Istituti Nazionali o Centri Associati, sono destinati al fallimento laddove non esista un livello superiore deputato alla definizione delle linee generali di sviluppo della ricerca, alla scelta delle tematiche prioritarie, alla definizione degli obiettivi e dei relativi finanziamenti.
  • La funzione di questo livello superiore, nell'attuale conformazione del CNR, può essere espletata soltanto da un Comitato disciplinare o, almeno prevalentemente disciplinare ed è necessario che un tale ruolo sia ben individuato anche a seguito di una ristrutturazione.
  • Al passato si può guardare con una certa soddisfazione; il futuro si presenta pieno di incertezze e difficoltà. Con gli attuali meccanismi di gestione i fattori di scelta giocano a favore delle istituzioni di ricerca; oggi non sarebbe pensabile di far partire una "avventura", quale fu la costruzione del CEP, nelle pionieristiche condizioni che allora, con grande fiducia e una notevole dose di ottimismo, furono giudicate accettabili.
  • Ma un ponderato ottimismo deve sempre essere alla base anche delle iniziative scientifiche e questo consente di avere fiducia nel ruolo che l'informatica del CNR saprà assumersi nel futuro, in particolare nell'ambito della realizzazione delle "Società dell'Informazione" e nella prospettiva di una sempre maggiore e sinergica integrazione fra CNR, Università e imprenditoria.

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