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ARCHIVIO GIANNI DEGLI ANTONI

Coraggiosi ricercatori realizzano una comunità per difendere quella che verrà definita con la sigla FNF

Fusione nucleare fredda, la rivincita di Osaka

Versione
Milano
28
Maggio
2008
1.0
  • Siamo nel 1989 Fleischmann e Pons all'Università dello Utah annunciano di aver ottenuto reazioni nucleari in provetta. Lo scoop scuote la carta stampata. Non pochi accademici ridicolizzano il fenomeno.
  • Ma il mondo globale non cede. Molti tam tam per email. Coraggiosi ricercatori realizzano una comunità per difendere quella che verrà definita con la sigla FNF, da Fusione Nucleare Fredda.
  • Le motivazioni dei detrattori: non esiste una teoria ufficiale dell'esperimento, che non avrebbe valore in quanto non replicabile.
  • Il mondo della FNF replica che le grandi scoperte non sono basate su teorie ma su esperimenti che costringono a modificare paradigmi e che l'assenza di riproducibilità non può negare un fenomeno.
  • Da noi Giuliano Preparata (Università di Milano) sviluppa una teoria sofisticata. Pochi lo studiano. Altri accettano di vederlo alla berlina. Ma le attività continuano seppure con difficoltà in alcuni laboratori pubblici e qualche Università.
  • Non sono mancati contributi privati. Una mailing list animata da un medico filosofo di Roma ha tenuto vivo il dibattito tra insulti proposte e critiche. Il professor Celani (ENEA), attivo in quella mailing list, ha continuato a collaborare con l'Università di Osaka.
  • Il tentativo di un serio progetto italo giapponese fallisce.
  • Ma qualcosa è cambiato. Giovedì scorso (22 maggio '08) Yoshiaki Arata ha presentato all'Università di Osaka un dimostratore funzionante ad energia da FNF.
  • E ora? Ai posteri l'ardua risposta.

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